
Cosa fai se ti senti un sassolino nella scarpa? soffri in silenzio e continui a camminare? E perché mai, se basta così poco per toglierselo? E poi io quanto a sofferenza già ho dato abbondantemente.
Così ieri eravamo su skype e ci guardavamo negli occhi. Io gli faccio a bruciapelo: "E' proprio bella quella tua cugina, come si chiama?", intendo quella che fa
la smorfiosa nel video. Quando un uomo pronuncia il nome di una donna, si riesce a capire perfettamente il coinvolgimento emotivo che sente per lei. Così lui mi fa: "Si chiama Tamàr" e dall'emozione con cui lo pronuncia sento che dev'essere sicuramente qualcosa di più che una semplice cugina. Del resto lo so bene, anch'io ho un cugino di terzo grado, Pedro, con cui sono stata sul punto di...
Dopo essermi fatta dire anche il cognome, esclamo: "Tamàr! E' proprio il nome che si merita: dalle mie parti
tamarra significa buzzurra, cafona. E lei sarà pure una ragazza stupenda con quegli occhioni neri e quelle labbra carnose, ma rimane pur sempre una burina di prima categoria!"
Lui resta basito e non sa che dire. "Che fai, non dici niente? Chi non parla nsconde qualcosa!". Così ammette che fra di loro un paio di anni fa c'era stato un flirt, ma che lei poi è ritornata col suo ex. "E tu praticamente le sei servito da tappabuchi!? Non ci posso credere! Lei probabilmente voleva continuare a tenerti in caldo all'infinito, che non si sa mai... e invece sono spuntata io che le ho rotto le uova nel paniere. Ho indovinato?"
Lui balbetta delle cose, ci gira intorno, cerca di sminuire i fatti. Ma non nega. E se l'uomo non nega, vuol dire che tu ci hai azzeccato in pieno. Brutto stronzo!
"Sei uno stronzo!" gli urlo. E mentre lo urlo, mi accorgo che mi fa male quella parola. E penso chissà se un giorno la dirò anche al bimbo che ora porto in grembo...
Così litighiamo. Una litigata da Terzo Millennio, via skype. E mi fa star male proprio questo, il fatto di non poterci toccare, perché ho paura che la distanza possa farci ancor più male. Gli dico cose cattivissime, minaccio di mettere quel video su youtube con tanto di nome e cognome della cugina, scritto anche in carateri ebraici che nel frattempo ho imparato benissimo.
Poi prendo il biglietto dell'aereo e glielo mostro minacciando di strapparlo. E mi trattengo solo per un pelo. Penso "che cavolo sto facendo? sono pazza? sono una gelosa retroattiva?" E lui mi sembra un pulcino, quando mi fa: "Io non so quasi niente di te, ma mi fido ciecamente già da prima che ti vedessi. Sento che qualunque cosa tu mi possa raccontare del tuo passato non cambierà di una virgola quello che provo per te. Io ti adoro, al di là di tutto. Anche se mi dicessi che eri una ladra o battevi il marciapiedi per me non cambierebbe nulla..."
E casco come una pera cotta. In fondo lui non hai mai messo in dubbio nulla di me... non ha battuto ciglio nel sapermi incinta, nonostante mi conosca solo da dicembre... ed è stato felice fin dal primo istante. Anzi la prima cosa che ha voluto mettere in chiaro è che si sveglierà sempre lui a cambiare i pannolini durante la notte, per recuperare ciò che non potrà fare durante il giorno a causa del lavoro. E non l'ha detto per scherzo ma sul serio. Così gli dico "Anì ohevet otkhà" e lui mi fa "Gam anì", che significa
anche io. E tutto è tornato a posto.
Quando ci siamo lasciati mi sentivo stanca e scema. Così sono andata dai nonni... Lì mi sono un po' sfogata sul sax... Giada e Ametista dicono che sembro Liza Simpson.
E questo è un video che fa proprio al caso nostro... Riki, anì ohevet otkhaaaaaa!