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giovedì 11 febbraio 2010

La Mia Africa


Chiedo scusa a tutti per lo sfogo, ma sentivo come se qualcuno mi stesse spiando. Forse mi sta spiando davvero, ma è ovvio se scrivi su un blog non puoi pretendere che leggano solo le persone care.

Va bene, ora mi faccio perdonare parlando di cose carine da dedicare a Giada e Ametista.

Quando avevo l'età di Ametista (tu Giada sei grande e già sai tutto), le mie amiche sembravano già donne, mentre io passavo il tempo a guardarmi allo specchio delusa. Ero secca come un'alice salata, né un accenno di tettina, né un peluzzo da nessuna parte, nemmeno a pagarlo oro!

Bassa, pallida e condannata a essere una mocciosa per chissà quanto altro tempo ancora... mia madre sorrideva perché aveva già capito tutto e mi faceva: Tu sei un cigno, non un'ochetta come loro!

Mia nonna se ne usciva coi proverbi olandesi: zich geen grijze haren laten groeien! Che c'entrano mo' i capelli grigi!!, le rispondevo io. E aspettavo e aspettavo... Intanto mi guardavo allo specchio.

Finché un giorno per me bruttissimo mi accorsi che dove avrei voluto vedere la selva oscura come quella delle mie amiche... continuava a esserci come un terreno trattato coi diserbanti, ma in più la pelle aveva cominciato a scurirsi in modo allarmante!!

Per un paio di giorni non dissi nulla per la vergogna. Ma ero sempre più nervosa e preoccupata. Inutile dire che mia madre se n'era accorta del mio stato d'animo e mi stava addosso. Io non la sopportavo più... Però poi la paura di una strana malattia fu troppo insopportabile. Così, con aria artatamente tranquilla le chiesi: mamma vuoi vedere cosa mi sta succedendo?

Lei guardò la mia pelle e sorrise. Poi mi abbracciò: Eri preoccupata per questo! Sei fortunata , piccolina, come me: siamo metà nordiche e metà mediterranee. Da fuori ci vedono teutoniche bionde e razionali... ma nel nostro intimo siamo delle sentimentalone africane!

Così, da una cosa che pensavo fosse una malattia, me ne feci un vanto: ho la Mia Africa!

Adesso credo che ognuna di noi non sia fatta di un solo colore, ma ognuna ha come due facce che si completano a vicenda...